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Le cattive prassi

Bagni di rodio                                             

Il bagno di rodio consiste nella pessima abitudine di sottoporre ad un bagno galvanico oggetti solitamente realizzati in oro bianco.

A volte questo procedimento può essere accettato, ma negli ultimi anni orafi e aziende hanno adottato questo sistema per tutti gli oggetti in oro bianco e disgraziatamente qualcuno riesce anche a farlo su oggetti in platino...!
Questa pratica viene giustificata da molti orafi con il fatto che l’oggetto rodiato brilla di più………Purtroppo ancora troppo spesso si confonde la bellezza dell’oggetto con la sua “sbrilluzzichevolezza”… In realtà si vogliono coprire difetti di lavorazione anche gravi, come leghe giallastre (cattiva lega), saldature non corrispondenti al titolo ed al colore (non è raro che si usino saldature di argento o di oro giallo per saldare pezzi in oro bianco). Insomma una cattiva pratica, che ha come risultato quello di falsificare il colore dell’oggetto e nascondere brutture volute e non volute….
Disgraziatamente i compratori finali sono abituati a credere che l’oro bianco “DEVE” essere rodiato, perciò a volte sono proprio loro a pretendere la rodiatura dell’oggetto…In realtà basterebbe poco ad evitare questa brutta prassi: la conoscenza della composizione delle leghe, il rispetto delle diverse fasi di lavorazione, l'utilizzo di saldature di oro bianco con lo stesso titolo della lega usata per realizzare gli oggetti....

 

Uso di diluenti e altri prodotti chimici dannosi e tossici
Nei laboratori orafi sono usati alcuni diluenti che possono essere tossici ed inquinare l’ambiente circostante, se non si adottano le dovute cautele. Purtroppo molti laboratori non adottano sistemi di smaltimento adeguati, così c’è chi versa i residui nei lavandini o nel water, nel terreno o nelle fognature, e chi li lascia evaporare su balconi e finestre, così le particelle ricadono sulle nostre teste… 
                   
Trielina, acetone, diluente nitro.       

Trielina
Il tricloroetilene, noto anche col nome commerciale di trielina, è una sostanza organoalogenata la cui struttura è quella di una molecola di etene in cui tre atomi di idrogeno sono sostituiti da tre atomi di cloro. È un prodotto sintetico e a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore caratteristico (dolciastro). Analogamente al cloroformio, è un sospetto cancerogeno.
Inalato, il tricloroetilene deprime il sistema nervoso centrale e produce sintomi simili a quelli dell'ubriacatura da alcol: mal di testa, confusione, difficoltà nella coordinazione motoria. Una esposizione prolungata può portare all'incoscienza e alla morte.
L'effetto dell'esposizione a lungo termine sugli esseri umani non è noto. La sperimentazione animale ha dimostrato la cancerogenicità del tricloroetilene a carico del fegato nei topi. Il tricloroetilene è considerato un cancerogeno fortemente sospetto.
Ecotossicità
I test confermano il dato di forte tossicità.

Acetone
L’Acetone (anche chiamato dimetil chetone, propanone e beta-chetopropano) è il chetone più semplice esistente. Il suo numero CAS è 67-64-1.
Ė un liquido incolore e infiammabile con un odore caratteristico (fruttato); è miscibile con acqua, etanolo e etere e trova principalmente impiego come solvente.
Caratteristiche tossicologiche: tossicità acuta
L’acetone si è rilevato poco nocivo (tossicità acuta orale) sulla base di esperimenti di tossicità acuta.
Anche per la tossicità acuta inalatoria non si sono osservati effetti nocivi: la concentrazione letale più bassa è compresa tra 20000 e 120000 a seconda delle specie e dei tempi di esposizione. L’acetone è un forte irritante per gli occhi
Effetti cancerogeni e mutageni
Non sono disponibili studi sulla cancerogenicità dell’Acetone somministrato sia per via inalatoria che per via orale. L’Acetone è stato ampiamente usato con veicolo solvente in studi di cancerogenesi per via cutanea e non viene considerato sostanza che causa o promuove tumori quando applicato per via cutanea.
Ecotossicità
I test ecotossicologici, sia su organismi acquatici che terrestri, confermano il dato di scarsa tossicità, ma non può essere smaltito nell’ambiente.

Diluente Nitro                                       
E’ un solvente per vernici. Classificato come tossico e nocivo.
Classificazione del preparato
Il preparato è classificato:
- nocivo, a causa dei suoi effetti acuti letali, - che può provocare lesioni oculari gravi, - cancerogeno di categoria 3, - facilmente infiammabile
Pericoli di tipo chimico-fisico
I vapori sono più pesanti dell'aria; in caso di incendio possono infiammarsi anche a debita distanza dal punto di rilascio. I vapori possono formare miscele esplosive con l'aria. Il prodotto si infiamma per riscaldamento, contatto con fiamme o scintille.
Effetti negativi per la salute umana
Il contatto del prodotto con gli occhi può provocare irritazione, arrossamento, lacrimazione, bruciore, diminuzione della capacità visiva e, nei casi più gravi, cecità.
A seguito dell'inalazione del prodotto, si possono manifestare alcuni dei seguenti sintomi od effetti: irritazione delle vie respiratorie, depressione del S.N.C. (Sistema Nervoso Centrale), mal di testa, vertigini, nausea, vomito, effetti sistemici.
Effetti negativi per l'ambiente
Nelle normali condizioni d'uso previste e nella forma in cui si presenta, il preparato non possiede proprietà pericolose per l'ambiente. Non può essere smaltito nell’ambiente (rete fognaria).

Un consiglio                                            

Molto spesso i diluenti sono utilizzati per disciogliere lo stucco (a base di ceralacca) usato da incassatori ed incisori.
Per ovviare in parte agli inconvenienti derivati dall’uso di questi diluenti, ricordiamo che esistono in commercio stucchi che possono essere diluiti in alcol. Molti artigiani non usano questo tipo di stucco “perché ci vuole troppo tempo per diluirlo in alcol”….
 



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Bagni di rodio                                             

Il bagno di rodio consiste nella pessima abitudine di sottoporre ad un bagno galvanico oggetti solitamente realizzati in oro bianco.

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Love is in the Air
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Birds do it, bees do it, even pollinating plants do it.
Source of inspiration
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The Real Price of Gold
Tratto da National Geographic Magazine.
By Brook Larmer
Photograph by Randy Olson
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